Di Mare e di Vento
Pensare, analizzare, esaminare, rimuovere, rimuginare divagare schematizzare anticipare apprezzare, calcolare, valutare, dimenticare considerare, reagire. e potete continuare con un flusso interminabile di verbi; si tratta della nostra mente e della sua inarrestabile attività: il vento.
Ovvero quell’innata attrazione di ciascuno a dare significato, tentazione irresistibile che diviene il senso della propria realizzazione.
E viceversa ci si realizza per darsi un significato.
E poi c’è la mente, il mare.
Come il mare la nostra mente ci mostra una parte superficiale in continuo movimento, esposta a tutti i venti ed una parte più profonda, intima, recondita, che al di sotto della superficie si muove ad un ritmo più lento.
L’incontro tra il vento e il mare produce le onde in superficie, questa massa d’acqua che si solleva e si abbassa alternativamente ritmicamente sul livello di quiete. il ritmo che diviene sincrono altre volte asincrono, rendendo il mare vivo, agitato o calmo, creando onde ora lunghe ora brevi.
I pensieri, il vento e gli innumerevoli nomi che assume ne indicano la forza: calma, bava di vento, brezza leggera oppure tesa, vento moderato oppure fresco per divenire magari vento forte, burrasca tempesta uragano.
La mente segue: è uno specchio, poi si increspa, onde con creste piccole, poi si allungano e diventano marosi, onde medie soffiate dal vento, onde alte che rotolano sulla superficie;
all’aumentare del vento le onde colorano il mare di bianco, si accavallano intense e violente, la visibilità si riduce. E poi le onde crescono ancora, la visibilità è pressoché nulla, l’acqua viene polverizzata ovunque e l’aria è carica di effervescenza, il mare è bianco coperto dalla schiuma alla deriva. Di mare e di vento.
E allora riuscire a controllare il flusso dei pensieri, ci permette di evitare che siano loro a dominare le nostre vite, di esserne in balia
Trasportati durante le tempeste dalle onde che si incrociano in direzioni opposte.
Aumentare la consapevolezza permette di navigare in questo mare, tenere la rotta, sfruttando i venti, cavalcando le onde, osservando i pensieri muovere la superficie ma senza lasciarsi travolgere dalle tempeste.