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Psicologia del Ciclo di Vita

Diverse persone mi chiedono in che cosa consista la psicologia del Ciclo di Vita. Cercando di essere schematici, si può ricordare che questo approccio ha le proprie radici nell’ampliamento eriksoniano della psicoanalisi dove, da una parte viene superato il concetto di età evolutiva inteso come periodo relativo alla crescita e allo sviluppo fisico del bambino, dall’altra si pone lo sviluppo individuale al centro di un complesso intreccio di vite radicate in un preciso tempo storico.

Nonostante ci siano dei processi di base costanti nel funzionamento psicologico di ognuno di noi, lo svolgersi della vita richiede una serie di successivi adattamenti ai numerosi cambiamenti individuali che ciascuno incontra/affronta in una maniera che gli è propria e particolare. Si tratta di cambiamenti comuni a tutti gli individui - lo sviluppo fisico, le tappe della socializzazione, solo per fare degli esempi - ma anche di cambiamenti che, pur non essendo inevitabili, risultano essere diffusi nella popolazione, ed infine di cambiamenti che riguardano solamente poche persone, al limite anche un singolo individuo.

La psicologia del Ciclo di Vita propone dunque una visione della persona in costante trasformazione, non solo nell’età evolutiva, ma anche nelle età successive fino alla vecchiaia.

In quest’ottica i cambiamenti avvengono per delle modificazioni naturali dell’organismo - la crescita fisica e in seguito il declino; ma anche a seguito delle caratteristiche psicologiche proprie di ciascuno (ad es. competenze legate all’acquisizione di conoscenze), delle relazioni con gli altri (si pensi alla genitorialità) o dell’interazione con l’ambiente fisico - ad es. infortuni. Altri cambiamenti avvengono in ragione delle nicchie sociali in cui si entra/esce (ad es. scolarizzazione, lavoro, pensionamento).


Ogni cambiamento, quale sia la propria natura, ha delle concomitanti psicologiche e la relazione causale è complessa anche perché l’impatto di un evento nella vita della persona dipende dal momento della vita in cui si verifica. Ogni evento diviene un fattore di trasformazione dell’assetto complessivo dell’individuo: può essere un’occasione di sviluppo, ma anche di rischio. L’aspetto migliorativo o peggiorativo dei cambiamenti viene condizionato dal ruolo importante che la quantità delle risorse disponibili per quella persona in quel momento gioca; 

Si tratta dunque di leggere lo sviluppo come un processo: multidimensionale in quanto riguarda diversi ambiti, in cui può procedere con velocità e tempi differenziati; multidirezionale, non è solo crescita lineare, ma anche involuzione ovvero lungo tutta la vita implica miglioramenti e peggioramenti, guadagni e perdite; è interattivo dal momento che individuo e ambiente interagiscono influenzando il corso dello sviluppo individuale; lo sviluppo può essere compreso esaminando fattori psicologici e congiuntamente fattori contestuali a vari livelli; plastico non è deterministicamente segnato dalle esperienze precoci, ed entro certi limiti è possibile intervenire per modificare la traiettoria di sviluppo di un individuo.





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