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Un messaggio in bacheca “How to properly delete your personal data?”

Su una bacheca era affissa questa immagine con l’interrogativo: How to properly delete your personal data? Mi sono venute in mente le due risposte che avrei potuto dare: la prima informatica, una stringa su uno schermo nero; la seconda di natura psicodinamica.


Ho ripensato ai primi computer, agli inizi degli anni '90, ed al loro sistema operativo, il DOS (Disk Operating System - ovvero al sistema operativo installato nei computer IBM compatibili di allora). Ecco che allora avrei risposto al quesito con una semplice quanto lapidaria stringa:


C: \>format D:



La difficoltà principale che si presentava nello programmare questa stringa per la formattazione del floppy disk, era il messaggio di risposta del computer, cominciava con un’inequivocabile: WARNING. Questa parola innescava un senso di allarme, un dubbio intrinseco all’irreversibilità dell'azione. Lo stato d’animo che precedeva l’operazione di conferma del comando comprendeva una leggera esitazione, una titubanza, un’ istante d’ansia.




Oggi alla stessa questione risponderei piuttosto che in termini informatici, in termini psicodinamici, ossia: con un buon meccanismo di difesa. Le difese si sviluppano a partire dall'infanzia e possono essere viste in termini evolutivi come degli adattamenti dell'individuo al proprio ambiente. Si tratta di meccanismi psicologici inconsci che proteggono l'individuo dall'angoscia e dal dolore emotivo e che si attivano automaticamente quando ci si confronta ad una situazione emotivamente stressante. Vengono divise in diverse categorie che tutti noi sperimentiamo, tra le più comuni e solo per citarne alcune, si trovano: il rifiuto di accettare la realtà di una situazione emotivamente stressante; la rimozione dalla coscienza di pensieri, emozioni o ricordi dolorosi; l'attribuzione dei propri pensieri, sentimenti o comportamenti a qualcun altro; il ritorno ad un precedente stadio di sviluppo psicologico; la giustificazione di un comportamento o di un'emozione dolorosa con motivazioni razionali; la trasformazione di impulsi o desideri in attività socialmente accettabili.


Questi comportamenti sono l’espressione di alcune delle principali difese che utilizziamo: la negazione, rimozione, proiezione, regressione, razionalizzazione, sublimazione. Esse rendono inutile la formattazione integrale del pensiero associato all’evento problematico e lasciano ampio spazio al modellamento dell’esperienza.


Ogni meccanismo di difesa è organizzato per reagire ad uno specifico e determinato segnale, o a gruppi di stimoli di origine diversa (accadimenti psichici della vita interiore, avvenimenti, condizionamenti, situazioni mentali proposte dall'esterno e tutti quei dati della realtà oggettuale che producono delle elaborazioni proprie del nostro mondo interiore). Essi intervengono per equilibrare, compensare, correggere o eliminare variazioni che potrebbero essere dannose al fine di conservare e/o conseguire l'omeostasi psichica. Il loro utilizzo genera una modalità di condotta sana, costruttiva e creativa, alla base del comportamento esistenziale.


Se è dunque accertato che sono parte integrante dell'apparato psichico e che costituiscono la caratteristica tipica e individuale di reazione a situazioni (interiori o esterne) assolutamente personali, è altrettanto importante sottolineare che è solamente quando le difese diventano eccessive, rigide o limitate nella loro varietà, che possono diventare fonte di problemi psicologici.


I meccanismi di difesa sono considerati dei parametri indispensabili nella valutazione della struttura di personalità e pertanto assumono un'importanza cruciale nell'assessment clinico.

Cancellare i dati risulta a questo punto una scelta limitata e di second’ordine rispetto alla ricchezza ed alla complessità che offrono l'insieme dei meccanismi difensivi psicologici.

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